28 gennaio 2018

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: la Veronica (Parte LXXVI)

di Alfredo Incollingo
La Veronica, il sacro velo di lino sul quale era impresso il volto del Cristo, venne conservata dal XII secolo nella basilica di San Pietro. Si raccontava che santa Veronica, una pia donna di Gerusalemme, vedendo Gesù sofferente mentre portava la croce sul Calvario, gli avesse asciugato il sudore con un panno prezioso: il viso del Salvatore rimase impresso miracolosamente sulla stoffa. Come la Sindone di Torino, la reliquia romana era una delle tante testimonianze certe sulla Passione di Gesù. Nel XII secolo, probabilmente, venne portata a Roma dalla Palestina per salvarla dall'iconoclastia islamica e per decenni non fu mostrata pubblicamente per il timore che fosse profanata.
Nel 1207 papa Innocenzo III condusse in processione la Veronica dalla basilica pietrina al vicino ospedale di Santo Spirito in Sassia, inaugurando una ricorrenza secolare, che si protrasse fino al XVI secolo. In occasione del Giubileo del 1300 Bonifacio VIII la espose pubblicamente ai tanti fedeli che si recarono a Roma per ottenere l'indulgenza plenaria. La notorietà della Veronica fu così vasta che surclassò per devozione tutte le altre reliquie della Passione di Gesù. Nei racconti dei pellegrini traspare l'emozione di trovarsi di fronte a questo velo così sacro e la vista del volto di Cristo era un evento che rimase impresso nella memoria collettiva di quanti ebbero la fortuna di ammirarlo. Nel 1517, durante il Sacco di Roma, i Lanzichenecchi protestanti saccheggiarono le chiese cittadina senza rispettare la loro sacralità. Le reliquie vennero disperse o distrutte e della Veronica si persero le tracce. C'è chi afferma che sia ancora a San Pietro, ma tuttora resta il mistero.
Il viaggio continua.
 

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