12 febbraio 2018

Il Riassunto del Lunedì. Dottrina sociale made in China

di Francesco Filipazzi
Questione cinese. Il cardinale Zen ha rincarato la dose riguardo un eventuale accordo fra Vaticano e Cina. Il porporato ha apertamente disconosciuto l'operato della Segreteria di Stato e definito il cardinale Parolin un "uomo di poca fede". Sembra che l'ascesa al Soglio da parte del prelato vicentino sia ormai una discesa.
Intanto un vescovo argentino, mons. Sorondo, ha detto che in Cina si applica la dottrina sociale della Chiesa. Mentre cerchiamo di capire se le fucilazioni negli stadi siano in linea con la Rerum Novarum, controlliamo un po' questo Sorondo. Viene fuori che non è un cazzaro qualsiasi, ma un professore universitario, con una bibliografia personale di tutto rispetto. Perché dunque sparare una boiata del genere? Mistero. Gli proponiamo un soggiorno pechinese per schiarirsi le idee.

Fatti di Macerata. Nella città marchigiana è successo di tutto. Una ragazza di nome Pamela, tossicodipendente, è stata trovata squartata. Sul suo corpo sono palesi le tracce di qualche macabro rituale. Gli accusati del delitto sono tre nigeriani. Per vendicare la morte della ragazza, un tizio ha deciso di "sparare ai negri" (cit), ne ha feriti sei. Di questi fatti, soprattutto di Pamela, ovviamente non frega niente a nessuno, salvo per il fatto che la vicenda è un bel pretesto per fare campagna elettorale. Che ci sia un aumento esponenziale dello spaccio e del consumo di droga ovviamente nessuno se ne cura. Anzi magari torneranno a proporre di legalizzarla.

Caso Cile. La questione del vescovo Barros rischia di trascinarsi ancora a lungo. Sono uscite prove del fatto che le accuse al prelato fossero note a Bergoglio nel 2015, ma il Papa lo nominò ugualmente alla diocesi di Osorno. Posto che il criterio per cui le accuse devono essere fondate è un criterio di civiltà, dunque prima di condannare devono esserci degli elementi, ci chiediamo se davvero non ci fosse qualcun altro da nominare al posto di Barros. L'atto in sé è stato certamente poco prudente.

Si avvicinano le elezioni e il fronte progressista è completamente allo sbando. I servi di Soros stanno impazzendo e, dopo aver attaccato Casa Pound, se la sono presa anche con Federico Iadicicco, candidato per il centro destra nello stesso collegio uninominale della Bonino. Iadicicco è di Fratelli d'Italia ed esprime posizioni cattoliche. Lo scontro quindi è seriamente fra il bene e il male, quindi non temiamo di dire ai lettori che Iadicicco va votato senza se e senza ma.

 

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