23 febbraio 2018

In parrocchia: una strana festa delle famiglie


La parrocchia di san Gelasio I a Roma, nella zona Ponte Mammolo-Rebibbia, organizza per il prossimo 11 marzo, quanto di più bello e proficuo ci si potrebbe attendere da una parrocchia: una festa “delle famiglie”.
Si poteva usare il singolare “famiglia” perché certi singolari, come il popolo la Chiesa o la società, contengono concettualmente un plurale come significato. Come quando i cattolici militanti organizzano il family day e non il families day.

Ma qui il plurale era voluto e necessario. Infatti accanto al titolo “Domenica 11 marzo 2018 - Domenica delle famiglie”, appare sul sito della parrocchia stessa (sangelasio.it) un disegnetto, al limite della blasfemia, e in tutto opposto al concetto cattolico, biblico e perfino costituzionale di famiglia.

Infatti, vi sono rappresentati tutti i modelli di famiglia possibili e immaginabili, manca solo il modello, proposto da alcuni specie nei paesi più avanzati, di unione uomo-animale.
La famiglia, per una parrocchia cattolica di Roma, avente Bergoglio come Vescovo diocesano, sarebbe oltre al modello tradizionale e noioso (uomo+donna+prole), anche uomo (o donna) + prole, due uomini (o due donne) + prole, due uomini senza prole, due donne senza prole, e perfino al cuore dell’immagine la famiglia poligamica e poliamorosa: 2 uomini 2 donne e 3 bambini! Wuau!
Ma perché stare a rintuzzare queste faccende interne alla vita ecclesiale di oggi, se infondo love is love?

In effetti, la parrocchia ha colto bene, il senso del motto “l’amore è amore”. Se il sentimento è famiglia, ogni sentimento lo è, nessuno escluso. Ami il canarino o il dolcissimo gatto Felix? Sei famiglia. Ami tua nonna, sola e malandata, e te ne occupi da anni come un buon samaritano? Sei famiglia. Ami tua sorella, e lei pure ama te, e nessuno in questo mondo infame vi capisce e vi sposa, neppure la Raggi e la Boldrini? Sei famiglia! Ovviamente, molti settori del cattolicesimo saranno in disaccordo con tutto questo. Ma la logica della misericordia può avere limiti? E chi siamo noi per giudicare il gay, il pedofilo (non violento) e il mussulmano poligamo, con 3 signore velate che accettano con gioia l’esempio di Maometto?

L’unica colpa è il giudicare, nell’azione e nell’amore non c’è mai colpa. Semmai si sta migliorando il mondo, come gli animali che felici e sereni, non hanno istituzioni stabili e inutili contratti matrimoniali. E noi, in un mondo burocratico e vuoto, senza sentimenti liberi a causa della Chiesa e della morale repressiva, non dovremmo ispirarci agli altri animali del pianeta i quali del resto non conoscono guerre, razzismo, omofobia o moralismo?

Ps. Dopo le proteste di alcuni, la parrocchia ha cancellato il disegnetto osceno. Si saranno mutati anche i cuori? Lo speriamo  

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