15 febbraio 2018

Ritornare all'ortodossia occidentale/4

DIFENDERSI DALLA FAKE CHRISTIANITY

di Matteo Donadoni
Apprendiamo dal sito di Sandro Magister, a titolo «San Benedetto nel XXI secolo. Ma "La Civiltà Cattolica" lo condanna al rogo», le ultime vicende dell’autore di “The Benedict Option”, l’americano ortodosso Rod Dreher, pensatore di cui vi avevo già parlato qui.

Scrive Magister: «"The Benedict Option" ha ormai passato l'Atlantico ed è diventata una questione di respiro mondiale. Una questione non certo di poco conto, perché riguarda il futuro del cristianesimo in un'epoca sempre più postcristiana». Dreher, che si trova in Francia per un ciclo di conferenze, ha concesso un’intervista al mensile cattolico “la Nef”, infatti, il suo libro è stato tradotto in francese e presto lo sarà anche in altre lingue, speriamo al più presto in italiano.

Dreher parte dalla costatazione di cosa sia diventata la fede per i giovani, quei pochi che ancora credono in qualcosa, ovviamente. Infatti sappiamo che la “cura modernista” ha anestetizzato praticamente tutti i nati negli ultimi cinquant’anni verso qualsiasi forma di spiritualità profonda, sostituendola con il sentimentalismo filantropico e il cristianesimo anonimo. Genialata da educatori passivo aggressivi in difficoltà nella gestione delle emozioni, tanto da indurre i discepoli a fare altrettanto, svuotandoli di ogni coraggio per riempirli di una dolce crema di affabile pusillanimità. Se a ciò aggiungiamo che la nuova liturgia insieme ai manipoli (retaggio militare romano) ha buttato nel secchio degli stracci ogni virilità possiamo ben renderci conto di come: «La maggior parte dei giovani adulti considerano la religione come un allenamento a diventare una persona per bene. E pensano di essere fondamentalmente persone per bene». D’altra parte è quello che si insegna al catechismo, probabilmente l’unica cosa che si insegna davvero. Il fenomeno analizzato è stato riscontrato in più occasioni e in diversi luoghi degli Stati Uniti: «Ho udito ripetutamente lo stesso messaggio, non importa dove mi trovassi: i giovani adulti che ancora si identificano come cristiani sanno poco o nulla della fede cristiana, sia in termini di contenuto che in termini di come praticarlo nella vita quotidiana. Nella misura in cui hanno comunque una fede, di solito essa risulta interamente emozionale». Ma, forse, chiunque di noi abbia frequentato un oratorio negli ultimi trent’anni potrà dire di non scoprire certo l’America.

I parroci vogliono un cristianesimo astratto e un umanesimo pratico. Col risultato che i ragazzi non sanno più cosa significhi essere cattolici. Tranne chi fugge. Lo ha scoperto ai tempi dell’Università anche Rod Dreher, quando fuggì dalla cappellania universitaria per unirsi a una parrocchia in città detenuta da un vecchio canonico irlandese che celebrava la messa tridentina. «Questo non mi interessava molto, ma sentivo che, poiché lo celebrava, questo sacerdote aveva una fede e una convinzione solide. Quando gli raccontai la mia storia, disse: "Giovanotto, quando avrò finito con te, potresti non voler più diventare cattolico, ma almeno saprai cosa significa essere cattolico” . Era trent'anni fa e dovrà essere morto da allora, ma ho ancora le lacrime agli occhi quando penso a lui. Mi aveva offerto la più bella delle misericordie». Ormai la vera misericordia è incontrare un sacerdote che ti spieghi cosa sia veramente la religione che credi di professare. Ma non sono scoperte, dicevo.

La novità sta, però, nel fatto che ora, i ragazzi che vogliano restare cattolici o i genitori che vogliano educare i figli secondo la vera fede cattolica, potrebbero venire ghettizzati o, semplicemente squalificati dal mondo cristiano bene, anzi dall’ospedale da campo, e finire che ne so, nell’obitorio da campo con l’accusa di eresia, ad esempio di Donatismo. Ebbene sì, se si tratta di accusare qualcuno anche solo perplesso sull’andazzo che vige intra ecclesiam, la misericordia lascia il posto alla Dottrina. Tanto che «i cristiani saranno presto visti come Ku Klux Klan, ne sono sicuro».
È proprio ciò che è accaduto a Rod Dreher, che nell’intervista in questione si è ritrovato a doversi difendere dalle accuse di donatismo mossegli dal gesuita (guarda caso) belga Andreas Gonçalves Lind, teologo assai preoccupato per i cattolici "rigidi" che vogliono praticare il cattolicesimo ortodosso e far crescere i loro figli come cattolici credenti e fedeli. Ne sa qualcosa di fanatismo religioso il professor Lind, che insegna all'Università dei Gesuiti di Namur, sempre in Belgio, dove, grazie a certe benemerite preoccupazioni, la fede cattolica è moribonda “con appena qualche residuo sussulto di vita”.

Praticamente al collasso. La cura Dreher a questo disastro è la fiducia e la fedeltà al Magistero di sempre. «"L'opzione Benedetto" chiede esplicitamente una collaborazione aperta tra i cristiani e gli altri che condividono la nostra posizione controculturale nei confronti del mondo, se non le nostre stesse convinzioni teologiche, ma non ho alcun interesse per le fallimentari idee assimilazioniste dei gesuiti d'oggi. Sarebbero potute sembrare ragionevoli nel 1968, ma sappiamo quali sono i frutti di quell'esperienza: un collasso».
«Ho fiducia che i cattolici che vogliono che la loro fede sopravviva a questa particolare apocalisse e viva nei loro figli e nei figli dei loro figli, si uniranno a me e ad altri cristiani di buona volontà nel tentativo di creare un nuovo cammino, fuori dalle rovine del cristianesimo contemporaneo. Sarà uno shock per molti, ma ci sono tradizioni anteriori al 1965 all'interno della Chiesa cattolica che in realtà hanno qualcosa da dire ai cattolici di oggi e a tutti i cristiani. Questo è il messaggio principale de “L’opzione Benedetto". Il mio approccio è senza dubbio imperfetto e accolgo volentieri le correzioni. Ma preferisco tentare qualcosa di serio per resistere alle pietose strategie della resa».
Niente resa. Faremo di tutto per rimanere fedeli, senza perciò diventare donatisti come ci vorrebbe la Civiltà Cattolica. Siamo peccatori - ne conosco qualcuno bello grosso. Proprio per questo siamo cattolici.

 

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