26 febbraio 2018

Sull'escalation di violenza politica

di Gregorio Sinibaldi
Da settimane se non da mesi, stiamo assistendo ad una escalation di violenze politiche preoccupanti e scandalose. C’è chi crede che ciò sia qualcosa di totalmente nuovo, e in questo certamente erra. C’è pure chi si illude che le violenze siano eque e bipartisan: chi darebbe le botte, ne prenderebbe più o meno nella medesima quantità. C’è chi infine, non riuscendo a interpretare o sopportare la realtà, la muta in una fiaba in cui sono solo i cattivoni estremisti, da un lato e dall’altro, a colpire il nemico, mentre la democrazia va avanti bella e sicura di sé. Ma di fatto le cose non stanno così.

Sono anni e anni che, nel clima definito troppo sbrigativamente come post-ideologico, i gruppi e i movimenti della sinistra radicale cercano l’aggressione, l’intimidazione e il sangue dei loro avversari. E questi sarebbero, oltre ai poliziotti e ai militari in genere, tutti i gruppi e i movimenti giudicati come ‘fascisti’ o ‘anti-comunisti’ o ‘non-anti-fascisti’, da CasaPound alla Lega Nord, da Fratelli d’Italia ai movimenti pro life e pro family.

C’è un solo aggressore in Italia e sta nel mare magnum della sinistra, più o meno estrema. E c’è un solo aggredito e sta nella galassia della destra, dal centro destra all’estrema destra. E da anni che non ci si spara in ragione delle opzioni politiche o ideologiche. Ma sono anni che, qualunque manifestazione della destra in Italia, da quella più moderata a quella più radicale, viene combattuta da una contro-manifestazione della sinistra, parlamentare o extra-parlamentare. Il contrario non accade mai. 

Forse, neppure nei tragici anni ’70, in cui la sinistra armata uccise e ferì gravemente decine e decine di suoi avversari, si era arrivati allo squallore occorso a Palermo pochi giorni fa. Massimo Ursino, un militante di Forza Nuova, martedì 20 febbraio mentre camminava da solo nel centro della città è stato riconosciuto da alcuni compagni dei collettivi siciliani. I teppisti, che avrebbero agito in 6, lo hanno portato al lato della frequentatissima via Dante. E lì, dopo averlo legato ben bene con dello scotch da pacchi, lo hanno colpito ripetutamente e sono fuggiti. L’Ursino è stato ricoverato in ospedale con codice giallo per le bastonate ricevute alla testa. Forza Nuova, movimento criticabile quanto si vuole, è un gruppo politico legale dal 1997, che regolarmente si presenta alle elezioni politiche e amministrative, ed ha varie sedi in molte regioni d’Italia.

Quello che forse non accadeva neppure negli anni di piombo è che, mentre la canaglia si accaniva contro il giovane, una “ragazza” del gruppo riprendeva il pestaggio col cellulare. E così il filmato della violenza è finito in rete! E tutti possono ascoltare, pur se nel chiaroscuro della sera, le grida di Ursino e la voce roca della “ragazza”, che vorrebbe tranquillizzare i passanti. Un ulteriore aggravante sta nel fatto che sabato 24 febbraio a Palermo, luogo del misfatto, si è avuta una manifestazione non contro la violenza comunista, ma contro il pericolo della violenza fascista. E in questa pseudo-manifestazione molti giovani hanno dimostrato un sadismo pari a quello delle iene: hanno infatti esibito dei rotoli di nastro adesivo simili a quelli usati nel pestaggio del militante nazionalista! Questo è l’apice dell’odio e dell’abiezione.

Ma il peggio non muore mai. E così, la magistratura, dopo aver arrestato per direttissima due dei presunti criminali, li ha rimessi in libertà, arguendo che non si tratta di “tentato omicidio”, ma solo di “lesioni gravissime”…
Dio, che per fortuna di tutti noi è vindice della giustizia, saprà trovare certamente, prima o poi, il modo per far sì che si sappia chi è il carnefice e chi è la vittima. E chi ogni giorno dai media e dai parlamenti è il mandante morale di tanta viltà e bassezza.


 

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