11 febbraio 2018

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: una pioggia miracolosa (Parte LXXVII)

di Alfredo Incollingo
L'imperatore Marco Aurelio, fine filosofo e abile politico, aveva in odio i cristiani, come del resto i suoi illustri predecessori. Sono note le sue missive ai governatori dell'impero per incitarli a condurre, senza riverse, la caccia ai seguaci del cristianesimo. Non risparmiava gli insulti nell'apostrofarli quali rei di ateismo, non credendo negli antichi dei pagani.
Le legioni aureliane erano impegnate da molti anni nel combattere i sarmati e le altre tribù barbare che si erano stanziate lungo il corso del Danubio. Con difficoltà avanzava in territorio nemico e gli scontri armati erano sempre più violenti. La sua abilità militare era messa a dura prova dall'irruenza dei germani.
Nonostante il suo disprezzo nei confronti di Gesù, interi reparti del suo esercito erano cristiani e pregavano il Signore di proteggere l'imperatore dalle insidie sui campi di battaglia. Cristo aveva raccomandato ai suoi discepoli di amare i nemici, chiedendo a Dio di favorirne la conversione. Durante una sanguinosa schermaglia Marco Aurelio venne circondato dai barbari e tutte le sue legioni si trovarono in grave difficoltà. Sarebbero stati massacrati, se una pioggia torrenziale non avesse fermato le spade dei germani. I soldati cristiani lodarono il Signore del pronto intervento e sulla colonna di Marco Aurelio, in piazza Colonna, è possibile ammirare la scena del miracolo e la salvezza del principe con i suoi commilitoni.
Il viaggio continua.  

0 commenti :

Posta un commento