26 marzo 2018

Il commento del lunedì. Una nuova generazione politica?

di Francesco Filipazzi
Poiché un riassunto esaustivo è sempre più difficile, d'ora in avanti parleremo di "commento", nel quale commenteremo un paio dei fatti salienti della settimana precedente, senza pretesa di completezza.

Il caso ecclesiasticamente più importante rimane quello riguardante la lettera tagliuzzata di Benedetto XVI a Mons. Viganò. Quest'ultimo, dopo una settimana di fuoco si è dimesso con una lettera e il Papa (Francesco) le ha accettate, con un'altra lettera. Se non ci sono paragrafi omessi, non si sa mai, le due missive sembrerebbero aver messo la parola fine alla vicenda. Si è però sollevata una polemica demenziale da parte di chi, negli ultimi anni, ha assunto posizioni e prebende, contro il povero Ratzinger. Il quale sarebbe reo di aver tirato un colpo basso, di essere perfido. Doveva stare zitto in pratica. Peccato che lui in realtà volesse stare zitto, perché la sua lettera non era da divulgare. Sembra che in certi ambienti sia finito lo Xanax. Si affrettino a fare rifornimento.

A livello politico, sabato sono stati eletti i presidenti di Camera e Senato. Alla seconda carica dello Stato è finita Maria Elisabetta Alberti Casellati, Forza Italia, avvocato, donna elegantissima e intelligente. I tempi boldriniani sembrano ormai lontanissimi. Fra i segni particolari, la Casellati è apertamente cattolica e, udite udite, è stata contraria alle unioni civili. Tanto è bastato per far andare in tilt un po' di stampa à la page.

Va detto che la stampa di sinistra era già andata in vacca da giorni, prima di sabato, perché l'asse Salvini-Di Maio ha tagliato fuori il PD e Berlusconi. Le certezze degli osservatori sono quindi crollate tutte ed è esploso il dramma. La Annunziata si è spinta addirittura a scrivere un editoriale nel quale si autorassicurava sul fatto che "il vecchio leone Berlusconi" sarebbe stato in grado di rimettere i due giovanotti al loro posto. Operazione non riuscita. Sembra che la generazione politica sia cambiata e, stando a come si sono comportati, quelli "nuovi" sembrano molto più responsabili di chi li ha preceduti. Forse assistiamo alla fine della dittatura di cateteri e pannoloni. Guardando agli ultimi dodici anni di politica, non possiamo pensare che qualcuno possa fare peggio.

Ora le prospettive sembrano tutte rivolte ad un governo Lega-5 stelle. Al riguardo, ci permettiamo di dare qualche consiglio. I parlamentari di Forza Italia hanno l'opportunità di archiviare Berlusconi (assieme ai suoi Brunetta, Romani e compagnia cantante). L'ora è giunta, Silvio non è lucido e fa solo casini. Fratelli d'Italia si ritrova a dover sostenere per forza Salvini, in modo da aiutarlo a guidare il governo. Un esecutivo a guida 5 stelle va scongiurato in ogni modo. I pentastellati, essendo il partito più votato, avranno sicuramente ministeri pesanti, ma molte delle loro rivendicazioni devono essere bloccate.

In tutto questo, si fa strada sempre di più la figura di Giorgetti, parlamentare leghista di lungo corso, di sani principi, culturalmente vicino alle nostre idee. Avrà un ruolo di peso nel governo e qualcuno azzarda addirittura l'ipotesi che diventi premier. Non sarebbe certo male.

Per quanto riguarda la sinistra, sembra che sia per ora archiviata. Non ci mancherà, anche perché pagheremo i loro danni per decenni.
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