10 marzo 2018

"La confessione", il nuovo thriller religioso

Hong Kong, una donna  viene trovata morta. Il caso è torbido, fitto e il colpevole sconosciuto. Solo una persona potrebbe dare degli indizi importanti, ma è un prete e ha appreso il segreto in confessionale. Il sacerdote entra in un travaglio interiore. Questa è la trama, a grandi linee, di "La Confessione", thriller sperimentale di Aurelio Porfiri, che oltre ad essere scrittore e articolista di pregio, è anche un compositore.

Lo scenario in cui si svolge la storia è molto distante da quello cui siamo abituati. La vicenda è infatti sviluppata a Hong Kong, patria di elezione dell'autore, con intrecci e riflessioni di ogni tipo. Il lettore, oltre alla storia vera e propria, troverà una disamina del cambiamento in corso in questa metropoli, culturalmente a cavallo fra oriente e occidente. Il travaglio della città si somma quindi a quello del protagonista.

Padre Antonio si trova in una situazione senza uscita. "Si tormentava pensando alla confessione, lui teologo morale che doveva aver ben presenti certi principi che non potevano essere travalicati. Eppure non riusciva a far tacere quella voce e quella battaglia che si svolgeva nella sua anima in fiamme".

Gli enigmi da risolvere, in questo libro, sono insomma due. C'è quello materiale, riguardante chi ha ucciso una ragazza in modo brutale, accanto però a quello ben più pressante, l'enigma spirituale. Come verrà risolta la situazione? Ovviamente non lo possiamo dire, ma possiamo anticipare una serie di colpi di scena che vi sorprenderanno. La situazione non è infatti semplice come sembrerebbe all'inizio. L'intreccio porterà a qualcosa di ben più grande e pericoloso.


 

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