09 marzo 2018

La misericordia nel rito moderno

di Amicizia San Benedetto Brixia
Nel Missale Romanum 2002 il termine misericordia ricorre circa 107 volte, mentre la ricerca di “misericor-” offre 239 risultati, che arrivano a 374 se ci si limita a “miser-”. Una ricorrenza ogni due pagine circa. 

1. ORDO MISSAE
L’Ordo Missae ammette diverse varianti – dato che commenteremo più sotto – e complessivamente presenta riferimenti alla misericordia nei seguenti passaggi:
Riti penitenziali
Nella seconda formula penitenziale
Nella formula assolutoria di tutte le tra formule penitenziali
Gloria
…qui tollis peccata mundi, miserere nobis… suscipe deprecationem nostram… miserere nobis.
Il termine compare in quattro Prefazi
PRÆFATIO II DE DOMINICIS “ PER ANNUM ” - Qui, humánis miserátus erróribus
PRÆFATIO VII DE DOMINICIS “ PER ANNUM ” - Quia sic mundum misericórditer dilexísti
PRÆFATIO II DE BEATA MARIA VIRGINE - tuam in sǽcula prorogásti misericórdiæ largitátem
PRÆFATIO COMMUNIS II - iustítia damnátum misericórdia redemísti
Canone Romano – Preghiera eucaristica I
…de multitudine miserationum tuarum sperantibus, partem aliquam et societatem donare digneris, cum tuis sanctis Apostolis et Martyribus…
Preghiera eucaristica II
omniúmque in tua miseratióne defunctórum... Omnium nostrum, quǽsumus, miserére
Preghiera eucaristica III
tibi, clemens Pater, miserátus coniúnge
Preghiera eucaristica IV
Omnibus enim misericórditer subvenísti
Messe De Reconciliatione
cum sis dives in misericórdia – prefazio
Semper ille misericórdem se osténdit - prefazio
Pater misericordiárum et Deus fidélis – prefazio
qui fidélis et miséricors es Deus – preghiera eucaristica
quos tuæ misericórdiæ supplíciter commendámus – ricordo dei defunti
tuam cónfitens misericórdiam – racconto dell’istituzione
Comunione
…ope misericordiae tuae adiuti, et a peccato simus semper liberi et ab omni perturbatione securi…
Agnus Dei… miserere nobis (bis) 

2. MISSAE PROPRIE
Il Messale 2002 introduce la Messa De Dei Misericordia e la giornata della Divina Misericordia (che coincide con la domenica In Albis)
DE DEI MISERICORDIA
Ant. ad introitum - In caritáte perpétua diléxit nos Deus: Fílium suum Unigénitum misit propitiatiónem pro peccátis nostris, non pro nostris autem tantum, sed étiam pro totíus mundi.
Vel - Misericórdias Dómini in ætérnum cantábo, in generatiónem et generatiónem annuntiábo veritátem tuam in ore meo.
Collecta - Deus, cuius misericórdiæ non est númerus et bonitátis infinítus est thesáurus auge propítius fidem plebis tibi sacrátæ, ut digna omnes intellegéntia comprehéndant qua dilectióne sunt creáti, quo sánguine redémpti, quo Spíritu regeneráti. Per Dóminum.
Super oblata - Oblatiónes nostras, Dómine, cleménter assúme, eásque in redemptiónis sacraméntum convérte, mortis et resurrectiónis Fílii tui memoriále, ut huius sacrifícii virtúte, Christo iúgiter confidéntes, ad vitam perveniámus ætérnam. Per Christum.
Ant. ad communionem - Misericórdia Dómini ab ætérno et usque in ætérnum super timéntes eum.
Vel - Unus mílitum láncea latus eius apéruit et contínuo exívit sanguis et aqua.
Post communionem - Concéde nobis, miséricors Deus, ut Córpore et Sánguine Fílii tui enutríti fiduciáliter e misericórdiæ fóntibus hauriámus et in fratres magis magísque misericórdes nosmetípsos præbeámus. Per Christum. 

3. LA LITURGIA MODERNA, UNA PASTORALE PER LA MISERICORDIA
Dopo aver celermente guardato ai testi del rito, offriamo alcuni spunti di riflessione. Anzitutto queste considerazioni vanno lette in parallelo con il testo pubblicato tre anni fa circa la Misericordia nel rito antico (https://amiciziasanbenedettobrixia.com/2015/11/09/liturgia-antica-e-misericordia/). 
Esplicito alcuni criteri metodologici: il lavoro sul rito antico aveva come importante funzione quella di mostrare che il tema della Misericordia non è un tema recente, bensì un classico della liturgia e quindi della teologia cristiana (lex orandi lex credendi). Quanto alla rilevazione statistica dell’incidenza del termine misericordia, dei suoi composti e dei suoi sinonimi, l’ho ottenuta molto semplicemente tramite una ricerca numerica delle ricorrenze a partire dal testo, senza considerare – per esempio – se alcuni testi si ripetessero o meno nel Messale. Questo criterio, molto superficiale eppure non insignificante, l’ho adoperato nel medesimo modo in entrambe le ricerche e per entrambi i riti. Ne risulta che il Messale antico propone 420 volte misericordia e 118 i composti di miserere, il Messale attuale propone complessivamente 374 volte termini con la radice miser- (misericordia incluso). D’altro canto dal computo sono escluse le ricorrenze dei lemmi presenti nelle letture del rito attuale, in quanto quest’ulimte non si trovano nel Messale (erano invece contenute nel Messale tradizionale). Concludo queste note statistiche, precisando che nell’indagine sul rito antico ho cercato e indicato varie Messe proprie, per mostrare come al di là di alcune diciture più generiche fosse possibile rinvenire differenti casi concreti di occorrenza del tema della misericordia; nel rito nuovo ho dato per scontato tali ricorrenze, per lo più ereditate dal passato, ponendo in rilievo la più importante novità liturgica, cioè l’istituzione della Festa della Divina Misericordia. In sintesi, dobbiamo affermare che il tema e il termine emergono con dirompenza in tutta la storia liturgica della Chiesa, senza che sia possibile riscontrare discrepanze sensibili tra i Messali. 

Altre però mi sembrano le riflessioni interessanti da svolgere. Esse hanno a che vedere con la portata rituale delle due forme celebrative, ordinaria ed extra-ordinaria, e dei relativi Messali.
Scorrendo i testi, notiamo che il Messale nuovo ha rimosso alcune parti e preghiere del rito classico e di conseguenza ha perduto alcuni degli antichi riferimenti alla Misericordia. Ciò si registra con la scomparsa delle preghiere ai piedi dell’altare e del Confiteor precedente la Comunione; ma anche con la soppressione delle preghiere del sacerdote al Vangelo, all’Offertorio e al termine della celebrazione. D’altra parte il rito odierno conquista nuove occorrenze del tema con l’aggiunta di nuove preghiere eucaristiche e, in particolare, nelle preghiere eucaristiche De Reconciliatione.
Ad un altro livello, va detto che nel rito antico la dinamica perdono-misericordia era attestata riccamente dall’abbondanza di gesti e movimenti, ma anche da una più intensa alternanza di colori (si pensi alla parabola cromatica dal nero al bianco nel Triduo Santo), nonché dalla vivace modulazione della voce che accompagnava le espressioni di pentimento (nobis quoque peccatoribus), supplica, gioia (prefazio, che significa, e si pronunciava, ‘a voce alta’). Ora tali gesti e tali sfumature sono stati fortemente ridotti, a risentirne è l’intera dinamica comunicativa meta-verbale.
Complementarmente a ciò, il rito nuovo lascia al sacerdote spazi di creatività prima inesistenti: nella scelta delle Messe e delle letture, ma anche nella possibilità di esprimere una serie di commenti e discorsi all’interno della Messa. Questo, di fatto, offre la possibilità al celebrante di enfatizzare alcune tematiche, anche quella della misericordia. Certo, si richiede scienza e finezza liturgica perché il sacerdote curi e realizzi tali interventi creativi nel rispetto del momento liturgico, evitando di banalizzare il rito: questa però è un’osservazione pratica, che non compromette la verità per cui il rito nuovo consente spazi speciali per andare a focalizzare alcune tematiche nel corso della cerimonia.
Da simile disamina possiamo trarre una considerazione conclusiva, a mio avviso interessante. Le due forme rituali sono espressione di due mentalità difficilmente componibili: analizzarle con parametri identici non aiuta. Il Messale tradizionale è un libro ricco, poco flessibile, che affida al sacerdote e al popolo dei testi accuratamente selezionati; tali caratteristiche permettono e esigono uno studio puntuale e preciso dei temi e dei termini usati realizzato da esperti e pastori e solo successivamente fruito da sacerdoti e fedeli. Nel nostro caso, il tema della misericordia è stato raccolto da secoli di riforme del rito e viene consegnato a chierici e fedeli affinché lo ripetano così come lo ricevono. Il Messale moderno è un testo ricco, caratterizzato da una notevole versatilità, che provoca la scienza liturgica e la creatività del sacerdote, a lui è affidato il compito di realizzare una cerimonia in cui far emergere l’una o l’altra sottolineatura, a partire da un riferimento non vago – l’ordinario è ancora normativo – e però non dettagliato e immobile. Nel nostro caso, il tema della misericordia potrebbe risultare discretamente adombrato o al contrario fortemente sottolineato, solo che il sacerdote modifichi e combini ad hoc le debite parti del Messale, secondo quanto gli è concesso operare. In sintesi, il rito tradizionale consegna ai fedeli un prodotto finito e rifinito, mentre il rito moderno chiede che la sintesi sia svolta dal sacerdote.
Concludendo, forse non possiamo dire che il rito moderno mostri una attenzione eccellente al tema della misericordia, e dovremmo quasi stupirci scoprendo che il rito tradizionale le dedica uno spazio più chiaro e curato. Ma, per non essere imprecisi, dovremo subito aggiungere che il rito moderno crea le condizioni per dare enfasi e importanza a qualsiasi tema utile alla pastorale, garantendo un sostrato di verità celebrate imprescindibili per il Popolo di Dio, e lasciando alla responsabilità dei Pastori l’orientamento specifico delle celebrazioni, sia in tema di misericordia che relativamente ai numerosi altri tesori della spiritualità cattolica.
 

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