18 marzo 2018

La vandeana. Un reale generale

di Alfredo Incollingo
Lo chiamarono il Re della Vandea. Francois de Charette fu uno dei generali più amati e seguiti della guerra civile vandeana. Di origini aristocratiche, coniugato con una nobildonna, era un amante della vita mondana e non mancava di partecipare ai tanti balli che animavano i castelli e le ville parigine. Nonostante gli agi e le ricchezze, scelse di difendere la famiglia reale alle Tuileries nel 1792, sfuggendo al massacro dei lealisti. Si dette alla macchia, rinunciando ai suoi averi e alla tranquillità familiare, e alla testa di una banda di contadini iniziò nel marzo del 1793 a combattere i repubblicani in Vandea. Qualche mese dopo, nel giugno dello stesso anno, entrò nell'esercito cattolico e reale e partecipò ai più importanti scontri armati. Si distinse per coraggio in numerose imprese militari e, pur non vincendo mai rilevanti battaglie campali, riuscì a sabotare l'esercito repubblicano con un'efficace guerriglia. Nel 1794 si impossessò del campo repubblicano di Saint-Christophe, vicino a Challans, ma meno di un mese più tardi il generale Nicolas Haxo costringe Charette a ritirarsi. Il 20 marzo si scontrò nuovamente con i giacobini a Les Clouzeau, mettendoli in fuga. Haxo, che era rimasto ferito durante il combattimento, venne abbandonato dai suoi 300 uomini e fu ucciso dai vandeani. Privo di munizioni, Charette firmò con i generali repubblicani un armistizio nel febbraio 1795, ma durò solo cinque mesi. Venne catturato il 23 marzo 1796 nei boschi della Chabotterie e fu condannato a morte il 29 marzo 1796. La fucilazione avvenne in piazza Viarmes, a Nantes. Rifiutò di essere bendato ed ordinò lui stesso di fare fuoco in un estremo atto di eroismo.  

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