22 marzo 2018

Libri. Il declino del sacro

di Paolo Filipazzi
Il declino del sacro. Rumore sociale, mass media e nichilismo: già dal titolo, questo agile libro, scritto da Marco Sambruna, giovane studioso fra le più brillanti firme del nostro blog, per i tipi delle Edizioni Radio Spada, si presenta in tutto la pregnanza delle tematiche trattate, riassumibili nella descrizione dell’avvento di una Nuova Religione e dell’abisso che la separa da tutto ciò che l'ha preceduta.

L’opera si articola in due parti.

La prima “verte sulla ricostruzione delle trasformazioni psichiche e antropologiche che hanno condotto alla momentanea nascita, affermazione e consolidamento della Nuova Religione laicista il cui tessuto connettivo è costituito proprio dal rumore sociale odierno”.
I primi tre capitoli di questa prima parte vertono sull’analisi di tre autori capitali del secolo scorso: Martin Heidegger, Vance Packard e Pier Paolo Pasolini. Attraverso tale analisi l’Autore esamina l’età contemporanea, operando anche una brillante sintesi dei rispettivi pensieri. Se Heidegger, attraverso la sua filosofia, analizza l’emergere della “dittatura della chiacchera” o “dittatura del Si”, che origina il rumore sociale in vista di un’omologazione funzionale , Vance Packard analizza le figure di persuasori occulti che vi hanno dato origine, tramite l’arma della pubblicità scientificamente fondata grazie all’inedita arma della ricerca motivazionale. Si arriva dunque a Pasolini che analizza le dinamiche per cui questa dittatura della chiacchiera, tramite scuola e televisione, abbia operato una colonizzazione culturale mai riuscita a nessun regime totalitario, dando origine a quello che l’intellettuale friulano chiamava “il Potere”, tanto più inquietante quanto più difficilmente individuabile.

Nei successivi capitoli si analizza come questa dittatura abbia portato dall’ ethos cristiano a quello consumista e poi da quest’ultimo a ad una vera e propria “nuova religione democratica”. In questo contesto la Chiesa ha deciso di configurarsi come un brand commerciale, concependo la fede nient’altro che come un prodotto commerciale, da piazzare tramite adeguate strategie di marketing che avrebbero dovuto renderlo più appetibile facendolo diventare il più possibile low cost. Non ha caso il capitolo in cui si tratta di questo aspetto si intitola “Il marchio della Bestia. Distruzione del Cristianesimo”.

Nella seconda parte “saranno delineate le posizioni di alcuni uomini che con la loro riflessione hanno fornito statuto e giustificazione intellettuale alle sovrastrutture laiciste protese a condizionare la mente orientandola verso una sempre più audace autonomia dai legami con la tradizionale visione del mondo e con la trascendenza”.
Si inizia quindi con il pensiero debole che, paradossalmente individuando nella secolarizzazione il vero scopo del cristianesimo, presenta la Chiesa come un tradimento del medesimo e addirittura come un’entità anticristica, poi si passa al neopaganesimo, con particolare sguardo al pensiero di Salvatore Natoli, per concludere con la gnosi filosofica di Sergio Quinzio, che, con la sua radicale opposizione fra Regno e Mondo, vede nella Chiesa un tradimento del cristianesimo ed un suo asservimento a quel mondo che invece il cristiano dovrebbe combattere.
Il libro si conclude esaminando la natura fallimentare delle strategie di marketing operate dalla Chiesa da metà Novecento in poi.


 

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