25 marzo 2018

Macrobiotico, una religione dietista

di Alfredo Incollingo
Macrobiotico. Da giorni questa parola compare spesso in televisione e sui maggiori quotidiani nazionali. Sappiamo che ha a che fare con l'alimentazione e poco altro si può carpire dalla diatriba giudiziaria. Mario Pianesi e il suo movimento, Un punto macrobiotico, sono sotto indagine con l'accusa di settarismo e di maltrattamenti. Sarà la giustizia a discernere la verità.

Macrobiotico è un termine la cui origine risale al 1700, ma il pensiero che sintetizza è, a quanto pare, molto antico. Furono i sapienti cinesi ad affermare l'esistenza di due energie cosmiche, lo Yin e lo Yang, complementari e antagoniste, che strutturano l'universo. Il loro equilibrio garantirebbe l'ordine e la stabilità universale. Allo stesso modo nell'essere umano, che è un microcosmo, agirebbero le stesse forze. Le malattie sarebbero quindi dovute non a virus o batteri, ma allo scompenso tra lo Yin e lo Yang. L'alimentazione, una delle principali funzioni vitali, garantisce, secondo i sapienti cinesi, il loro riequilibrio, ma esistono alimenti nocivi o utili a tale scopo, che vanno mangiati secondo precise regole. Se manca lo Yin, va integrato con il miglio, per esempio, che possiede in grande abbondanza questa energia. Viceversa, va prediletto il formaggio se si ha carenza dello Yang. Al posto di controllare i valori del colesterolo, si bada a fattori alquanto alieni.

Ora, nessuno nega il beneficio di una dieta sana e naturale, veramente biologica, ma spiegare le malattie con le forze cosmiche è un'asserzione primitiva e del tutto irrazionale. Soprattutto per noi europei, discendenti della tradizione greca e cristiana, è un grave errore. Credendo a tali teorie, si finisce per negare il progresso degli ultimi secoli, che iniziò nei freddi studi dei monasteri benedettini. Lì nacque la scienza e la cultura moderna. La modernità, negando questa verità, finisce per ripiombare inevitabilmente nelle credenze irrazionaliste precristiane.

Fu un massone tedesco, Christoph Wilhelm Hufeland, a utilizzare per primo il termine macrobiotico nel 1700, sostenendo l'esistenza di una connessione tra gli scompensi delle forze cosmiche e le malattie umane. Furono alcuni orientalisti a diffondere gli antichi trattati medici cinesi in Occidente, proponendo una scienza che avesse a che fare non con la chimica o la biologia, ma con le energie che animerebbero l'universo. La filosofia macrobiotica attinge a piene mani da questo filone culturale e ha elaborato una proposta di rinnovamento alimentare che, se per certi aspetti è lodevole (l'etichetta trasparente per identificare la provenienza dei cibi, per esempio), per altri sostiene tesi piuttosto ambigue e pericolose.

Se volete mantenervi in forma, si può far ricordo ad una norma della Regola di San Benedetto da Norcia. Non è uno scherzo. Chi ha mai proposto di meglio? Nessuno può dir male del proponimento all'Ora et Labora, che richiama il Mens sana in corpore sana. Solo la meditazione e il lavoro fisico possono scacciare i vizi, soprattutto quelli alimentari.

 

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