09 aprile 2018

Chiesa dove vai/1. Una base per il risveglio

di Francesco Filipazzi
Fare il resoconto del giorno dopo è sempre difficile, soprattutto quando si parla di Chiesa e dintorni. È opinione condivisa che si stiano vivendo tempi strani e non possiamo che essere tutti d'accordo. Cosa verrà ricordato di questo periodo? Non è probabilmente rilevante, ma per quanto ci riguarda, il convegno del 7 aprile, "Chiesa dove vai", può essere considerato memorabile, perché in anni di confusione ha posto delle basi di lavoro stabili per riuscire a sopravvivere al presente ecclesiastico senza rimbecillirsi ulteriormente, magari dandosi una calmata e, per una volta, riporre per qualche minuto l'ascia di guerra per fermarsi a pensare.

[Per la cronaca, al convegno erano presenti oltre 400 persone, inviato di Avvenire compreso. Il quotidiano dei vescovi ha avuto anche il coraggio di rosicare].

In sostanza, dicevamo, la situazione non è entusiasmante e siamo in preda al caos. A furia di continuare a ripeterlo ossessivamente sembriamo caduti in uno sketch comico, quindi dobbiamo finirla e capire cosa fare. In aiuto ci viene il Cardinale Brandmuller che, nei ragionamenti esposti durante il suddetto convegno, ha posto le basi per il risveglio, personale e comunitario, di questi cattolici inspiegabilmente addormentati.
Di seguito la nostra impressione e qualche divagazione personale.

Quelli che a parere di chi scrive sono i tratti principali dell'intervento, che parte dagli scritti del fu Cardinale Newman, si possono riassumere in questi punti:

· Il richiamo alla crisi ariana: all'epoca l'episcopato fallì la propria missione clamorosamente, mentre i fedeli rimasero saldi nella fede e conservarono il depositum fidei.

· Il concetto di "infallibilità passiva": gli uomini di Chiesa possono sì sbagliare, ma il Corpo Mistico non può, nella sua totalità, cadere nell'eresia. Questo punto appare estremamente importante, perché laddove sembri che la maggioranza e talvolta la quasi totalità sia ormai sbarellata, va ricordato che fino a quando sopravvive una fazione, piccola o grande, sana di mente, non tutto è perduto. Si tratta del sensus fidei.

· Il consenso dei fedeli ha quindi un peso: al riguardo vengono citati episodi di mobilitazione popolare che hanno spinto i papi a compiere delle scelte. Potrebbe essere un'idea interessante.

· Il consenso dei fedeli non è però legato alla maggioranza: altrimenti, detto fra noi, saremmo fritti. Ha suscitato ilarità fra il pubblico il seguente esempio malandrino: "Che cosa si deve dire quando oggi le nostre comunità parrocchiali applaudono forte un sacerdote che nell’omelia ha annunciato le sue imminenti nozze?". In pratica, qualora si tratta di conservazione del cuore della fede, si parla di sensus fidei, quando si parla di stravolgimenti, rivoluzioni (nel senso deteriore) e pagliacciate come quella di cui sopra, chiaramente no.

· La volonté generale stile Rivoluzione Francese non è il sensus fidei e tantomeno lo è un'astratta opinione pubblica. La ricerca del consenso, insomma, non è roba cattolica e [nota nostra] chi è solito vestirsi di bianco dovrebbe ricordarselo. Non lo diciamo noi, ma la Chiesa, più o meno da sempre.

· Anche i sinodi possono spararle grosse.

· "Non tutti coloro che si definiscono cattolici, possono avanzare la pretesa di essere presi sul serio come organo di questo sensus fidei". Per essere presi sul serio, occorre "essere battezzati e vivere la fede nella potenza dello Spirito Santo".

· Più che dai sondaggi da quattro soldi, il sensus fidei è espresso da manifestazioni spontanee, come una marcia per la vita o, per fare un esempio del tutto casuale, una petizione di un milione di persone contro la comunione ai divorziati risposati.

Dunque, per concludere e cercare di ricostruire il filo logico, la gerarchia può non imbroccarne una, può anche sbagliare interi sinodi, ma il popolo cattolico, che potremmo dire composto dai laici e dal clero periferico, sa discernere il vero dal falso. La narrazione per cui i cattolici sarebbero in attesa di aperture e cambiamenti epocali è semplicemente falsa. Si deve dare necessariamente ascolto a chi si sforza di vivere in modo attinente al Vangelo e cerca di difendere la Verità della Rivelazione. Gli altri devono fare pace con sé stessi, perché si proclamano cattolici ma non credono in neanche una delle verità cattoliche.


Il testo completo della prolusione è su Tosatti

Nei prossimi giorni analizzeremo anche gli altri interventi. State connessi.
 

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