29 aprile 2018

La vandeana. Un principe controrivoluzionario

di Alfredo Incollingo
Esponente di un casato dell'alta aristocrazia francese, Antoine-Philippe de La Trémoille, principe di Talmont, rifiutò fin da subito i principi della rivoluzione francese e si impegnò a lottare per la restaurazione della monarchia. Cospirò contro il governo repubblicano e partecipò a numerosi complotti controrivoluzionari, fallendo ogni volta. Fu ramingo in Inghilterra per sfuggire alla repressione dei rivoluzionari, come tanti suoi compagni di lotta, e tornò più volte in Francia con la speranza di far insorgere la popolazione, che era rimasta fedele all'Antico Regime. Dopo l'esecuzione di Luigi XVI il 21 gennaio 1793, sembrò arrendersi alla fine dei sogni di rivalsa, ma lo scoppio della guerra civile in Vandea gli ridiede nuova speranza. Con alcuni sodali si unì all'esercito cattolico reale e volle combattere nei battaglioni di prima linea. Partecipò a numerose battaglie ed era abile nel superare le frontiere nemiche. Durante un'incursione, insieme a tre commilitoni, nelle campagne intorno la cittadina di Laval il 31 dicembre 1793. Venne riconosciuto da una contadina. Antoine fu fermato da un posto di blocco delle guardie repubblicane e una donna, che passa di lì, vedendolo, lo chiamò con il suo vero nome. Fu messo in catene e, condotto in diversi carceri, dove fu sottoposto a interrogatori e a torture. Venne condannato a morte il 27 gennaio 1794, nonostante si fosse cercato di liberarlo con un tentativo fallito di evasione.  

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