15 aprile 2018

La vandeana. L'Abbè Bernier

di Alfredo Incollingo
Fu un uomo di Chiesa a motivare i generali e i soldati vandeani a lottare per la monarchia. I lealisti non avevano bisogno solo ed esclusivamente di uomini d'arme capaci e audaci, ma era necessario avere una guida spirituale che sapesse motivarli. Il vescovo Etienne – Alexandre Bernier prese parte all'insurrezione in Vandea, arringando ai soldati e spiegando le sante ragioni di quella guerra. In palio non c'era solo la monarchia, ma anche le sorti della Chiesa di Francia, minacciata dalla furia giacobini. Per tali ragioni i vandeani lo soprannominato l'Apostolo della Vandea. Dopo aver studiato teologia, divenendo curato di una piccola parrocchia nei pressi di Parigi, quando scoppiò la rivoluzione francese, si rifiutò di giurare fedeltà alla repubblica e alla Costituzione civile del clero. Accusato di essere un prete refrettario, si dette alla macchia, rifugiandosi in Vandea e avvicinandosi all'esercito cattolico reale. Bernier divenne un fidato consigliere dei generali vandeani e dispensava consigli e osservazioni spirituali a quanti chiedevano il suo conforto morale. Non rinnegò mai il suo passato tra i lealisti monarchici e, anche quando Napoleone salì al trono francese, si impose quale il maggior rappresentante del fronte conservatore. L'imperatore, cogliendo il suo spirito, lo volle presso di sé nei colloqui diplomatici con la Chiesa Cattolica.


 

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