03 aprile 2018

La vandeana. Un generale americano

di Alfredo Incollingo
Charles de Bonchamps aveva combattuto nella guerra d'indipendenza americana prima di guidare i lealisti vandeani, che per anni furono impegnati a difendere l'onore della Francia. Quando i rivoluzionari francesi presero la Bastiglia il 14 luglio 1789, Charles era un capitano di reggimento a servizio di re Luigi XVI e, scettico nei confronti dei nuovi proclami repubblicani, si ritirò a vita privata. I vandeani, memori dei suoi onori conquistati sui campi di battaglia americani, lo chiamarono per guidare la rivolta contro la Francia giacobina. Non era un uomo d'azione, pur avendo trascorso buona parte della sua vita in guerra, ma era incline a ponderare ogni decisione: prima di attaccare l'esercito nemico, si ritirava in disparte per meditare ogni singolo spostamento delle sue truppe.

Gli altri generali diffidavano di un uomo così prudente e poco estroverso, ma Bonchamps non mancò di vincere più volte i repubblicani. Il 17 ottobre 1793 l'esercito cattolico vandeano era di nuovo nei pressi della cittadina di Cholet, che qualche mese prima l'esercito regolare francese aveva occupato. Nonostante le forze lealiste fosse superiori numericamente, i nemici ebbero la meglio su migliaia di uomini sfiduciati. Bonchamps non combatté in prima fila, ma dalle retroguardie dava ordini e cambiava la strategia d'attacco a seconda delle necessità. Fu ferito gravemente durante uno scontro a fuoco. I vandeani si ritirarono e Bonchamps seguì i suoi uomini. Tentò di rifugiarsi fuori dalla Vandea, ma le infezioni gli furono fatali. Venne sepolto sulle rive del fiume Loira, ma i repubblicani, onde spergiurare le sue spoglie, gli tagliarono la testa per inviarla alla Convenzione nazionale a Parigi.


 

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