16 aprile 2018

Retractationes di Giacomo Baroffio

Con la seconda edizione di Retractationes l’Autore ritorna su alcune tematiche trattate in precedenza e qui esposte di nuovo secondo un decorso esperienziale. L’attenzione è rivolta in primo luogo alla liturgia quale madre di ogni esperienza cristiana che inizia con il battesimo e si sviluppa entrando nella dinamica della vita eucaristica. In questa prospettiva si comprende l’impegno della Chiesa nell’ascoltare la Parola di D-i-o, nel proclamarla e svelarne i contenuti attraverso il canto, “vera apologia delle fede” (J. Ratzinger).
Giacomo Baroffio è una delle autorità mondiali per gli studi sul canto gregoriano, studi che ancora oggi compie viaggiando di monastero in monastero, di città in città. per catalogare le fonti manoscritte di questo repertorio glorioso della Chiesa romana. In questo libro egli ci dona alcuni pensieri fondati sulla sua enorme esperienza nel campo: "Quando si entra nell’ambito della liturgia, bisogna sapere che sono vigenti categorie diverse rispetto al mondo sociale, laico o ecclesiastico che sia. Ci si pone esplicitamente alla presenza di un D-i-o che, al limite, potrebbe sembrare assente, ma che pure è lì: interpella e provoca il credente con la sua Parola ed il suo silenzio, entrambi profondamente intrecciati e sempre eloquenti ed insieme enigmatici. Forza travolgente che penetra nel cuore orante colmandolo di pace dopo averlo svuotato e purificato con il tormento della ricerca e dell’ascolto diuturno".
Si riflette in questo testo sull'abbandono del canto gregoriano e come questo evento non possa che aver avuto conseguenze tragiche per la liturgia stessa. Ma molto di più è contenuto in questo ri-trattare (ecco il senso del titolo) quelle cose che per più di mezzo secolo hanno occupato la mente e il cuore di questo insigne studioso.

Un estratto

XI l'unione dei cuori: condizione ed effetto
Nella comunità cristiana ci sono persone istruite che sanno penetrare nel significato del messaggio liturgico attraverso profonde analisi filologiche e storiche. Ci sono umili servi e ancelle che, teodidatti, sono illuminati dallo Spirito e senza capire nulla o quasi, comprendono tutto o quasi. Nella liturgia l'esperienza comune dello Spirito permette alla comunità di trovare un suo equilibrio profondo: sono abbattute le barriere del censo e dell'età, tutti si ritrovano figli di un unico Padre, fratelli e sorelle più di quanto possa creare il vincolo del sangue. Sul fondamento di un'unica fede e di un'unica figliolanza, la comunità si costituisce in famiglia. Intorno alla mensa della Parola e del Corpo/Sangue di Cristo nasce l'unione dei cuori che trasforma l'individualismo in componente d'aggregazione, il talento personale in dono comunitario.
XII canto e dinamica battesimale
Se la partecipazione alla liturgia vuole inglobare il canto, è necessario affermare la priorità dell'essere sul fare. Occorre, cioè, ripensare i progetti pastorali in modo che i singoli e l'assemblea tutta siano aiutati a vivere la responsabilità della vocazione battesimale quali creature di fronte al Creatore, quale fratello / sorella nella comunità dei figli di D-i-o, nella capacità di operare a tempo debito i necessari distacchi e compiere la conversione esigita dall'incontro con D-i-o. Chi vive queste esperienze, al di là delle proprie attitudini e capacità artistiche, sentirà sgorgare dal profondo del cuore il canto della vita. Il dare voce a tale canto attraverso la musica dipende da tanti fattori; l'importante è che alle labbra affiori il canto del cuore, non una qualche melodia estranea.
XIII accogliere D-i-o per accogliere il prossimo
D-i-o esige che si sgombri totalmente il terreno, che non ci sia posto per nessun altro: solo così lo si può accogliere quale Signore assoluto ed indiscusso della vita. Tutto ciò che c'è stato prima della liturgia scompare. Il che comporta lo spezzare vincoli familiari, il sacrificare aspirazioni legittime: è, in piccolo, ma sempre cruda, l'esperienza di Abramo chiamato a sacrificare il figlio Isacco. Nel momento in cui ci si inoltra verso il roveto ardente, il fuoco distrugge solo le scorie. Nella celebrazione ci si ritrova con il cuore purificato, capace di ospitare, nel senso più nobile del termine, tutte le persone ed i pensieri che si erano abbandonati a fatica. Lo spazio interiore che D-i-o sembrava aver confiscato unicamente per sé, si dilata senza confini: diviene accoglienza misericordiosa del prossimo, capacità di rinnovata riflessione e impegno civile.

 

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