26 maggio 2018

Calunnia e donatismo

di Aurelio Porfiri
Oggi esiste un metodo molto usato, specialmente in politica ma anche nell cose religiose, per cui si usa la calunnia per colpire idee o opinioni delle persone. Ho già detto molte volte che questa è una cosa pericolosa, amche eretica. Le idee, quando vere, riferiscono ad elementi oggettivi e non semplicemente ad opinioni. Se la persona che le rappresenta è indegna nom squalifica l’idea, ma solo la persona. Se Hitler, alle 15 in punto di un dato giorno, mi avesse detto che erano le 15 in punto, quello sarebbe stata una verità, pure se detta da Hitler, Stalin, Mao o il diavolo in persona.

Mi fa venire in mente il donatismo, una eresia della Chiesa dei primi secoli per cui i Sacramenti comminati da sacerdoti indegni non erano validi. Ma la Chiesa ha giustamente ribadito che i Sacramenti valgono attraverso l’azione di chi opera (ex opere operantis) ma per il fatto stesso che quella cosa viene compiuta (ex opere operato). La loro efficacia deriva dalla somma oggettività che è Dio.

La calunnia non è solo un “venticello” come ci insegna il Barbiere di Siviglia, ma diventa presto come un “rombo di cannone, un terremoto, un temporale”. Essa viene usata sistematicamente non solo nell’agone politico ma anche nella Chiesa decidendo o terminando carriere. Viene usata non solo fra preti ma anche contro quei laici che ci si vuole togliere dalle scatole.

Ripeto: se un prete o un laico indegno dice una cosa degna, la cosa tale rimane malgrado l’indegnità di colui che la pronuncia, la sua situazione familiare, personale o morale. Si può essere fragili e sbagliare senza per questo perdere di vista cosa è giusto e cosa è sbagliato.

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