17 maggio 2018

Il puntatore. Povera liturgia

di Aurelio Porfiri
La liturgia tira. Vedo come sui blog quando si parla di liturgia il dibattito si infiamma. E c’è una ragione: la liturgia, la musica liturgica, è stata devastata in questi ultimi decenni. Non che prima del Concilio fosse tutto perfetto, c’erano abusi anche allora. Ma oggi l’abuso è divenuto uso, la normalità.

Devo dirlo onestamente, dispero che ci sarà un vero ed effettivo recupero. Il senso di ciò che è liturgicamente appropriato si è andato oramai perdendo. Anche quelle congregazioni che sembrano più conservatrici spesso si rifugiano nel devozionalismo o cercano di inseguire qualche moda liturgica per dimostrare che poi non sono così arretrati. Insomma il quadro è desolante.

Continuo ad insistere nel dire che qui da noi il problema è molto legato al clericalismo, al fatto che il clero spessissimo mal formato possa avere un controllo totale che porta inevitabilmente alla perdita di qualità della liturgia. Gran parte dei preti sono inebriati di spirito del Concilio e il senso liturgico vero è oramai molto più facile trovarlo nei laici.

A viste umane c’è da disperare. Oramai soltanto un Dio ci può salvare, se non si è stufato pure Lui.



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