26 maggio 2018

Islam e Cristianesimo. Religioni differenti

di Alfredo Incollingo
I media e diversi esponenti del mondo cattolico ci ripetono in continuazione che l'Islam e il cristianesimo sono due religione imparentate. Veneriamo un Dio unico e onnipotente, anche se il nostro è Trino (Padre, Figlio e Spirito Santo); sia i cristiani che i musulmani meditano su testi sacri (la Bibbia e il Corano), che sembrano avere molti aspetti in comune. Noi, gli ebrei e i seguaci di Maometto, secondo una vulgata piuttosto diffusa, discendiamo da Abramo. Per tale ragione l'Islam, l'ebraismo e il cristianesimo sono definite religioni abramitiche. Il teologo Jacques Ellul studiò per anni il Corano e i dettami maomettani e comprese lucidamente gli errori fondanti l'atteggiamento di bontà nei confronti del mondo musulmano. In Islam e cristianesimo: una parentela impossibile (Lindau, 2017), che si compone in tre agili saggi, Ellul smaschera la false ipotesi sulla comune origine del cristianesimo e dell'Islam. Entrambe le religioni sono monoteiste, ma il nostro Dio è Uno e Trino. Quando Gesù parla di figli di Abramo, lo fa con un'accezione spirituale: solo chi compie il bene, può definirsi tale. I musulmani negano qualsiasi valore al cristianesimo, negando la natura divina di Gesù, considerato un semplice profeta. Manifestano un atteggiamento del tutto opposto agli occidentali moderni, poco propenso al dialogo e al rispetto. Il Corano è un libro che prescrive e insegna la sottomissione, impedendo all'uomo qualsiasi possibilità di salvezza. Al contrario, la Bibbia ci rende partecipe di un grande progetto salvifico e ci fa conoscere il Dio d'Amore, del tutto sconosciuto nel mondo musulmano: Allah è una divinità onnipresente e del tutto severa. Il testo di Ellul getta luce sulle reali relazioni tra la religione di Cristo e quella del profeta Maometto, dissolvendo tanti pregiudizi.

 

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