14 maggio 2018

la Vandeana. Sapinaud

di Alfredo Incollingo
Charles Sapinaud si arruolò giovanissimo nell'esercito reale francese, diversi mesi prima la presa della Bastiglia, il 14 luglio 1789. Aveva solo 18 anni. Fedele alla monarchia e all'onore, rifiutò di combattere per la repubblica, pur avendo di fronte a sé una lauta carriera militare, e si ritirò a vita privata, accettando l'incarico di sindaco a La Gaubretière, a 29 anni. Nei primi mesi della guerra vandeana servì i Borbone al seguito del generale Charles Sapinaud de La Verrie, suo zio. Alla sua morte assunse il comando dei suoi reggimenti continuando la guerra. Combatté a lungo contro i repubblicani, assaltando le loro roccaforti e ottenendo numerose vittorie. Eppure la sua strategia e la sua abilità al comando non lo aiutarono a vincere i giacobini: venne infatti sconfitto a Le Mans. Il suo esercito venne massacrato e riuscì a fuggire in tempo, evitando la cattura e la condanna morte, che toccò a tanti suoi ufficiali. Nel 1794 radunò nuove truppe per continuare la guerra, ostacolando i massacri delle Colonne Infernali. Tra il 1795 e il 1796 organizzò e condusse diverse campagne militari che sortirono poche e incerte vittorie. Continuò a combattere anche dopo la Restaurazione (1814 - 1815), quando il re Luigi XVIII, che lo aveva nominato duca, venne deposto e la monarchia decadde di nuovo. Fu uno dei pochi generali vandeani che lottarono fino alla fine per la corona di Francia.  

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