19 maggio 2018

Matrix e The Truman Show: la gnosi al cinema

di Alfredo Incollingo
Film cult e pellicole cinematografiche da Premio Oscar fin troppe volte sono veicoli di messaggi occulti e gnostici. Li guardiamo al cinema o in televisione con sguardo distratto e incantato, senza tener conto delle parole degli attori e dei simboli presenti nelle scene. I richiami al mondo occultista o alla gnosi sono realtà ben note, che spesso sono bollate come fandonie o complottismo. Nella maggior parte dei casi sono i media ufficiali, compromessi con tali sette, a sbeffeggiare chi da anni studia questi fenomeni.

La trilogia di Matrix ha conquistato le menti di milioni di fan degli action movies, che, ignati di tutto, ammirarono una perfetta messa in scena dello gnosticismo. The Thruman Show, così come la serie tv Twin Peaks, sono ormai parte integrante della cultura popolare e pochi ammettono di non averli visionati. Eppure, all'apparenza possono sembrare innocue commedie o avvincenti telefilm, perché in realtà, come ben evidenzia Paolo Riberi, nascondono tra le pagine dei copioni messaggi gnostici.

In Pillola rossa o loggia nera? Messaggi gnostici nel cinema tra Matrix, Westworld e Twin Peaks (Lindau, 2017) l'autore racconta le trame e i retroscena dei film analizzati, facendo emergere ogni volta il continuo riferimento dei registi e degli sceneggiatori alla gnosi. Senza fare spoiler, come si usa dire nel gergo cinematografico, togliendo al lettore il gusto della sorpresa, possiamo ben dire che nei film presi in esame (Matrix, The Thruman Show, Twin Peaks, Westworld, per esempio) i vangeli gnostici sono i capisaldi dell'intera narrazione.

C'è il richiamo al dualismo tra corpo e materia, il percorso di iniziazione ad una conoscenza superiore e una continua negazione della Rivelazione cristiana. Sono presenti eoni e demiurghi malvagi, interpretati da antagonisti o da comparse. Il libro di Riberi ci racconta in breve, in generale, come lui stesso afferma, il legame profondo e occulto tra cinema e gnosi. Ci offre così un importante spunto di riflessione sull'industria culturale e ci rende consapevoli dei prodotti filmici che acquistiamo.


 

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