29 maggio 2018

Trame azzurre

di Marco Sambruna
L’abortito governo sovranista M5S – Lega ha avuto il merito di avere svelato due aspetti interessanti:

-il rancoroso livore compresso dei media di destra a cominciare dai giornaloni liberal-conservatori con relativi influencer, giornalisti, opinionisti assortiti, peggiori quanto a zelo distruttivo dei media di sinistra che almeno fanno quello che sono deputati a fare cioè combattere ogni forma di sovranismo. In questo senso i media progressisti sono senz’altro intellettualmente più onesti rispetto a quelli conservatori che, in definitiva, non avendo nessuna metafisica politica da offrire al paese sono costretti a scimmiottare il progressismo di sinistra nella forma del liberalismo salottiero.;
- i veri obiettivi di Berlusconi il quale finalmente è costretto a gettare la maschera e mostrare il suo vero volto: quello di essere un vassallo del PPE, cioè il Partito Popolare Europeo come diretta emanazione della UE nel suo tentativo di interferire con la formazione in Italia di un governo sovranista.

Circa il primo aspetto osserviamo il bullismo giornalistico della destra mass mediatica perfettamente e servilmente allineata alla truffaldina narrazione secondo cui occorre “mantenere gli impegni” con la UE a ogni costo. Impegni peraltro quasi sempre incentrati sulle “riforme strutturali” invariabilmente penalizzanti per l’Italia avendo a che fare col business dell’immigrazionismo, i vincoli di bilancio con zero spese per investimenti produttivi, lo smantellamento dello stato sociale, precarizzazione del lavoro, delocalizzazione delle imprese, etc.
Al concertone cacofonico proveniente da destra fatto di rumore sociale politicamente corretto partecipano a vario titolo atlantisti in game over, vecchi pachidermi del giornalismo italiano risalenti agli anni Ottanta, forzitalioti residuali, liberali in materia economica, liberisti in materia giuridica, libertari in materia etica, anticlericali di professione, polemizzatori d’accatto, tutti coesi attorno a poche parole d’ordine tra cui “La UE è la nostra casa comune”, “indietro non si può tornare”, “non ci sono i soldi (per cambiare in senso sovranista)”. Ma  prima  fra tutte domina il mito della “stabilità” a ogni costo compreso quello di inciucesche alleanze col PD. Tutti dunque sgomitanti nell’idoleggiare la “stabilità” come un feticcio forse perché atterriti dalla prospettiva dalle svolte non necessariamente politiche, ma anche esistenziali.

Questo aggregato babelico di destra è strutturato come lo sono tutti i gruppi immaturi: c’è il leader che è anche il portavoce del gruppo, il leader ombra cioè il consigliere strategico del leader, il contro leader cioè l’oppositore interno, infine ci sono i gregari cioè le categorie critiche di cui sopra e infine i capri espiatori.
Soffermiamoci sul leader che, come ogni condottiero, deve riassumere nella sua figura tutte le aspirazioni dei gregari. Nel nostro caso la sintesi ideale è rappresentata da Berlusconi

Il capo di Forza Italia come tutti i leader detta la linea cui i gregari, vale a dire le realtà mediatiche della destra liberale, prontamente si adeguano.
B. non ha mai voluto un governo a guida cento destra  di orientamento sovranista come lo voleva la Lega. Per lui ciò che conta infatti non è l’esercizio del potere fine a se stesso quanto la tutela degli interessi del Partito Popolare Europeo (PPE) – e quindi della UE - di cui Forza Italia è membro.
B. infatti, ispirato dal leader ombra Antonio Tajani, non a caso membro di spicco di Forza Italia, del PPE e Presidente del parlamento europeo, aveva promesso alla UE stabilità, ma poiché stabilire o meglio stabilizzare significa consolidare qualcosa di già esistente, si trattava per Forza Italia di mantenere l’impegno perché la nuova legislatura fosse contigua a quella precedente. In altre parole si trattava di stabilire una continuità fra il governo decaduto del PD e quello nascente del centro destra a guida Forza Italia il cui compito quindi era di annacquare e depotenziare il sovranismo identitario leghista in vista di quella continuità.
Insomma il futuro governo italiano non doveva differire troppo da quello precedente. Il modello di riferimento è quello tedesco con l’alleanza fra popolari della CDU e socialisti dell’SPD (qui e qui)

Senonché alle elezioni Forza Italia ha perso il primato all’interno della coalizione di centro destra scalzato dalla Lega. Ora a B. per mantenere la sua promessa di continuità fatta ai leader ombra del PPE non restava che boicottare il governo di orientamento sovranista che scaturirito dal patto di governo fra Lega e M5S.

Alcuni chiari segnali indicano questo orientamento anti sovranista berlusconiano:

a) In primo luogo come accennato sopra l’accordo abbondantemente reclamizzato e quindi di pubblico dominio fra Forza Italia e PPE con l’impegno del primo a garantire la stabilità istituzionale preteso dalla UE in un’ottica di continuità con la legislatura uscente del PD (qui);
b) B. aveva a più riprese assicurato di essere il più efficace antidoto ai “populismi” ossia al sovranismo identitario in Italia incarnato da Lega e M5S (qui);
c) B. aveva provveduto a marginalizzare gli influencer “populisti” che lavoravano e  lavorano per le sue reti come Paolo del Debbio, Belpietro, Giordano (qui);
d) B. con mesi di anticipo aveva scatenato una pesante campagna denigratoria contro il M5S i cui leader sono stati variamente accusati di fancazzismo, incapacità, incompetenza fino all’invettiva finale che li qualifica come addetti alla pulizia dei cessi delle aziende berlusconiane col chiaro intento di rendere impossibile il dialogo fra grillini e centro destra (qui);
e) B., da sempre estimatore di Putin, in occasione del bombardamento NATO in Siria si è improvvisamente allineato su posizioni atlantiste al contrario dei “populisti” che avevano criticato l’operazione militare, invitando Salvini a tacere sull’argomento evidentemente per non derogare all’atlantismo della UE e del PPE  (qui).
f) Infine B. getta definitivamente la maschera e dimostra essere non solo contro i “populismi” come in precedenza, ma di prestarsi senz’altro all’anti sovranismo della UE. (qui

Se l’ipotesi sopra illustrata di un B. anti sovranista militante è valida al governo o all’opposizione la missione di Forza Italia non sarebbe cambiata; ciò che contava era evitare al paese svolte identitarie conformemente all’incarico ricevuto dal PPE ossia dalla UE: se al governo col centro destra FI avrebbe agito per disinnescare il sovranismo della Lega; se all’opposizione invece avrebbe agito di concerto col PD un deciso boicottaggio perché il governo M5S – Lega fallisse.
In quest’ultima prospettiva è facile immaginare che l’opposizione di Forza Italia sarebbe stata feroce al fine di lasciare inalterati i rapporti con la UE, mentre su altre questioni avrebbe lasciato liberi i suoi parlamentari di decidere autonomamente senza consegne di partito, incoraggiando libero cecchinaggio e astensionismo.
Tutte queste ipotesi come sappiamo restano senza risposte:Mattarella ha risolto il problema del sovranismo in Italia coi metodi tipici del Potere arrogante: semplicemente ha ignorato la volontà degli elettori.
Resta inteso che in proiezione futura un nuovo tentativo di insediare un governo sovranista in Italia deve prescindere non solo da Forza Italia, ma anche da qualsiasi sua clonazione.


 

0 commenti :

Posta un commento