21 giugno 2018

Giubileo di San Luigi Gonzaga: esempio per i giovani

di Roberto de Albentiis
Il 21 giugno, anniversario della sua morte nel 1591, si celebra la festa di San Luigi Gonzaga, patrono di tutti i giovani; quest’anno, in occasione dei 450 anni dalla sua nascita (1568), si celebra l’Anno Giubilare Aloisiano. Ne avete sentito parlare? Sarebbe stato bello avere una maggiore copertura di questa bella iniziativa, rimasta invero confinata e silenziosa; eppure di questo giovane santo se ne è sempre celebrata la memoria obbligatoria, tanto nel calendario antico quanto in quello moderno, e i Papi (si pensi, tra gli altri, a Giovanni Paolo II, che a Mantova ne venerò le reliquie) ne hanno sempre raccomandato la devozione e l’esempio, e come non mai, oggi, servirebbe il suo esempio!

Nato a Castiglion delle Stiviere nella nobile e potente famiglia dei Gonzaga, ancora bambino disprezzò gli onori militari e di corte e si dedicò alla penitenza e alla preghiera, nonostante fosse il primogenito e l'erede designato al trono di Mantova.
Dopo aver vinto le resistenze paterne, decise di entrare a diciassette anni nella neonata Compagnia di Gesù e si recò a Roma per entrarvi e per studiare da sacerdote; ebbe come padre e direttore spirituale San Roberto Bellarmino (feste, 13 maggio e 17 settembre) e si fece notare per la proficuità degli studi e l'intensità della vita spirituale. Scoppiata una pestilenza a Roma, si prodigò per assistere i malati e i più bisognosi, portandoli a spalla e dando personalmente loro da mangiare, ma, oramai indebolito e malato da tempo, morì pochi giorni dopo aver portato a spalla presso l'Ospedale Maggiore di Roma un appestato.

Patrono dei giovani, degli studenti, dei chierichetti e dei malati di AIDS e di chi li assiste, è rappresentato sovente in preghiera, da solo con gli strumenti della penitenza o davanti al Santissimo Sacramento, in immagini a volte un po’ dolciastre; eppure fu un santo quanto mai virile, nel pieno senso della parola! Non ebbe figli (né tantomeno squallide avventure galanti), si dice che fosse illibato (anche se i ruvidi Giuliotti e Papini lo descrissero come onanista), non combattè guerre, ma aveva la forza morale e spirituale di un patriarca o di un soldato! Solo una forte fede e un forte amore potevano spingerlo ad opporsi al padre, a re e imperatori, così come solo la forza della fede poteva spingerlo a sacrificare la sua vita per salvare un malato, uno delle tante vittime delle tante pestilenze della Roma dell’epoca.

Che cosa può insegnare San Luigi Gonzaga ai giovani? Il primato di Dio su tutto: oggi che si parla di fede fai-da-te, di cafeteria catholicism, di “sono cattolico ma…”, l’esempio di San Luigi è quanto mai luminoso. Per Dio fu pronto a sacrificare diritti dinastici, ricchezze, rapporti familiari, e proprio per il grande amore a Dio entrava nella Compagnia di Gesù, allora baluardo dell’ortodossia. Ancora, il primato della preghiera, cui San Luigi dedicava molte ore, assieme alla mortificazione.
Generazioni di bambini e di ragazzi sono cresciuti con l’immagine e l’ideale di San Luigi Gonzaga, e hanno dato alla Chiesa e alla società generazioni di sacerdoti, di monaci, di padri di famiglia e soldati, di onesti lavoratori e commercianti; che cosa rimane, oggi, che di lui non si parla quasi più?

Quest’anno, proprio in concomitanza con l’Anno Aloisiano, si aprirà l’ennesimo Sinodo straordinario della Chiesa, dedicato stavolta ai giovani; non sarebbe di per sé negativo, ma onestamente, visto l’andazzo generale della Chiesa odierna, viste le divisioni e visti gli strascichi degli ultimi Sinodi sulla famiglia, forse, era meglio rimandare l’idea. Che cosa avverrà? Si riproporrà ai giovani un forte ideale di intransigenza, di preghiera e purezza, di carità generosa? Sarebbe bello e staremo certamente a vedere, ma onestamente è lecito dubitarne; già quando si parla di santità nella Chiesa attuale è come se si parlasse una strana lingua aliena, figuriamoci se si tratta di riproporre un modello forte e quanto mai identitario cattolico come San Luigi Gonzaga!

Si arriverà ad un abbassamento ulteriore dell’ideale cristiano, ad uno sdoganamento di rapporti prematrimoniali e contraccezione (la cosa, con le continue contestazioni all’”Humanae Vitae” è nell’aria), allo sdoganamento della circolazione di idee strampalate nella Chiesa e in particolare nella gioventù? Così parrebbe e del resto speriamo di no; d’altra parte, i giovani cui la Chiesa di oggi pare rivolgersi sono quelli “lontani”. Cosa giusta in sé, ma questi lontani poi si avvicinano, o rimangono fuori? E all’opposto, che programmi ha la Chiesa per i tanti giovani che invece sono e rimangono dentro, che non accampano idee o pretese strane, che vivono senza nessun problema l’alto ideale cristiano? Spiace dirlo, ma è come se per la Chiesa di oggi non esistessero, e che anzi siano un problema. Chissà se la Chiesa di oggi avrebbe canonizzato un San Luigi Gonzaga…

Questo è un momento in cui prima ancora che nei riguardi della società, bensì soprattutto della Chiesa, è richiesto l’eroismo, è richiesta la coerenza, è richiesta la fortezza, e proprio San Luigi, con il suo insegnamento di coraggio, di abnegazione, di eroismo sacrificale prima ancora che di purezza, può esserci di esempio e di intercessione, e che lo possa essere, soprattutto in questo anno a lui dedicato!

 

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