14 giugno 2018

Humanae Vitae. La verità che risplende

di Francesco Filipazzi
Sabato scorso si è svolto a Brescia un grande evento per l'anniversario della pubblicazione dell'enciclica Humanae Vitae, dal titolo "La verità che risplende", nel quale è stata ribadita l'attualità del messaggio contenuto in quel documento di Paolo VI. Con buona pace del quotidiano locale, che ha titolato "La contestata enciclica sul sesso", quel testo è e rimane una pietra miliare del magistero della Chiesa nella definizione dell'integrità della persona umana, una risposta al movimento che ha cercato e cerca di sfilacciare e rovinare il progetto divino. Il Papa, in modo vincente ma a costo di suscitare odio eterno nei suoi confronti, volle porre l'umanità integrale come risposta alla disgregazione, ponendo le basi di quella che fu poi la teologia del corpo di Giovanni Paolo II.

I video dell'evento bresciano sono ancora disponibili sul canale YouTube degli Amici di Paolo VI, ai quali vanno i complimenti per l'ottima organizzazione.

In questa sede vorremmo porre l'accento su alcuni passaggi dell'intervento del Cardinale Eijk. Il porporato ha definito il documento come una vera e propria profezia, avversata nel suo tempo come lo furono i profeti dell'Antico Testamento.

L'intervento si è poi concentrato sulla questione della contraccezione, tematica presente nel dibattito esterno alla Chiesa sin dall'inizio dell'800, con la citazione del magistero di Pio XI, Pio XII e Giovanni XXIII, lungo un discorso che ha contestualizzato il tema dal punto di vista storico in modo impeccabile.

La contraccezione rimane inaccettabile per i veri cristiani ed è un atto intrinsecamente sbagliato. Fino alla fine degli anni '50 i cattolici hanno rispettato questi dettami, laddove i protestanti iniziavano ad usare metodi anticoncezionali. Successivamente però con l'arrivo della contraccezione ormonale cambiò il tema del dibattito, in quanto si affacciò l'idea che questa fosse moralmente lecita. Nel frattempo stava arrivando una delle più grosse crisi di fede della storia della Chiesa, per via dei cambiamenti culturali degli anni '60 del boom economico e successivamente con l'avvento del 1968. Fra tutte le generazioni si poteva osservare una mentalità ribelle. È significativo che proprio nell'anno clou sia stata pubblicata l'Enciclica che più si è contrapposta alla deriva.

Anche nella Chiesa però c'era disaccordo, sin dai tempi del Concilio. Ovviamente l'ala progressista, che millantava un imminente cambio della dottrina della Chiesa, trovò una sponda mondana molto forte. Paolo VI invece impresse un indirizzo ben diverso. La Chiesa è infatti guidata dallo Spirito Santo e non è una democrazia.
La contraccezione dunque non è lecita, perché nel concepimento gli attori non sono solo gli uomini, ma sono dei semplici cooperatori, in quanto partecipanti al piano creativo di Dio, che prevede il matrimonio e la procreazione. È però Dio il creatore dell'anima.

L'enciclica Humanae Vitae è stata quindi un argine al male e, qui sta il portato profetico, ha dato il via ad un'analisi approfondita a livello teologico e filosofico, con una partecipazione proficua e straordinaria di Giovanni Paolo II e il cardinal Caffarra. L'enciclica è stata un cardine su cui sviluppare la risposta della Chiesa alla crisi della modernità in campo etico e bioetico.

Vedendo cos'è diventata oggi la contraccezione, non possiamo negare che Paolo VI abbia avuto perfettamente ragione. "La canonizzazione di Paolo VI - conclude il Cardinale- sarà la canonizzazione di uno dei profeti più grandi del nostro tempo, che ha fatto risplendere la Verità come pochi altri".


 

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