22 giugno 2018

Humanae Vitae. Lo splendore dell'amore

In questo periodo storico molti cattolici, a partire dai vescovi, hanno deciso di chiudersi nel silenzio per far passare la buriana. Ci sono però alcuni successori degli apostoli che parlano ancora della Fede e della grandezza del messaggio cristiano e, quando lo fanno, producono veramente dei testi notevoli, che rimarranno negli annali.

In questo cinquantesimo anniversario dell'Huamanae Vitae l'Arcivescovo di Denver Samuel J. Aquila ha prodotto un documento infinitamente profondo e bello, dal titolo "The Splendor of Love", che sta per "Lo Splendore dell'amore".

Gli amici bresciani dell'Associazione Amici di Paolo VI lo hanno tradotto.
-» Potete scaricarlo in italiano qui e in inglese qui.

Citiamo alcuni estratti, fra cui quello in cui viene ribadita la validità del metodo naturale assieme al rifiuto dell'anticoncezionale. Il Vescovo richiama inoltre la necessità di evangelizzare mantenendo intatto il messaggio cattolico sulla sessualità.

Paragrafo 25. «Nella Humanae Vitae il Beato Paolo VI ci insegna la verità sull’amore coniugale, elencando le sue quattro qualità essenziali: deve essere pienamente umano, totale, fedele e fruttuoso. Questo amore è “soprattutto pienamente umano, una commistione di sentimento e spirito” che è più di “un istinto o di una pulsione emotiva”, è un atto di libero volere che sopravvive alle gioie e ai dolori della vita quotidiana. In secondo luogo, l’amore coniugale è totale. Il Beato Paolo VI descrive questo aspetto dell’amore coniugale come “quella forma speciale di amicizia personale in cui marito e moglie condividono generosamente ogni cosa.” In altre parole, il loro amore non pone nessuna condizione all’altro. In terzo luogo, l’amore coniugale è fedele ed esclusivo fino alla morte, riflettendo la fedeltà di Dio. Infine, l’amore coniugale è fruttuoso e aperto alla vita, con il risultato che i figli sono considerati il più grande dono del matrimonio, piuttosto che un fardello o una minaccia alla felicità di qualcuno. Per quelle coppie che non possono avere figli, il loro amore può essere fruttuoso quando si impegnano a servire la comunità e quelli intorno ad essi».

Paragrafo 26.« La spiegazione di queste quattro proprietà dell’amore ci prepara a capire il cuore dell’insegnamento del Beato Paolo VI nella Humanae Vitae: la connessione inseparabile fra gli aspetti unitivo e procreativo del sesso. Poiché Dio ha ideato il sesso in modo da avere sia un aspetto unitivo sia procreativo, l’uomo non può separarli senza causare un danno reale. Anche il sesso è una parte di ciò che “Dio ha unito insieme.” È una benedizione! Come le ali di un’aquila, questi due significati possono sopravvivere solo insieme. Se proviamo a separarli li perdiamo entrambi».

Paragrafo 27. «Che la contraccezione attacchi l’aspetto procreativo del sesso è immediatamente evidente dal suo progetto. Quello che è meno evidente, invece, è come danneggi la dimensione unitiva del sesso. San Giovanni Paolo II osservò che i nostri corpi sono stati progettati da Dio in modo da poter parlare un linguaggio. Nell’unione di un’unica carne fra marito e moglie, quel linguaggio comunica il dono totale di sé, includendo la fertilità senza limiti o restrizioni. Ma la contraccezione introduce una falsità nel linguaggio del corpo. Mentre i coniugi indicano con i loro corpi che si donano completamente, il sesso con contraccettivi rifiuta la fertilità e la possibilità di diventare potenzialmente un genitore. Il Beato Paolo VI non rigettò la contraccezione perché è artificiale ma perché danneggia l’atto coniugale degli sposi, che giace al cuore della loro intimità ed è il santuario della vita. Questo rende l’atto di contraccezione “ripugnante alla natura dell’uomo e della donna” e contrario al piano di Dio, come sostiene la Humanae Vitae».

Paragrafo 40. «Il Beato Paolo VI ci ha anche insegnato nella sua esortazione Evangelii Nuntiandi che la missione della Chiesa è essenzialmente quella della evangelizzazione, la condivisione della Buona Novella della nostra salvezza. Questa buona notizia comprende la verità sull’amore umano e la sessualità. Molti nella nostra cultura considerano negativamente l’insegnamento della Chiesa, un fardello e una fonte di repressione, ma noi dobbiamo comunicarlo come parte della Buona Notizia che aiuterà le persone a evitare i molti pesi e ferite che derivano dalle nostre famiglie spezzate e dalla sessualità. Nel Vangelo Gesù ci insegna “Queste cose vi ho detto, affinché la mia gioia dimori in voi, e la vostra gioia sia resa completa”. Gesù desidera la nostra felicità.
Ogni cattolico ha la missione di vivere e condividere la buona notizia del progetto di Dio sulla sessualità umana. Questo richiede coraggio per opporsi ai venti culturali prevalenti, ma Gesù non ci chiama a nulla di meno di questo. Solo vivere nella verità ci darà vera libertà, vero amore e vera felicità.
Noi evangelizziamo innanzitutto testimoniando ciò che Dio ha fatto nelle nostre vite e vivendo a pieno l’insegnamento di Cristo nella nostra famiglia e nel nostro lavoro. Dobbiamo anche condividere nella carità la verità del piano di Dio per noi, quando appropriato. Dobbiamo anche essere pronti a spiegare l’importanza dell’insegnamento della Chiesa quando sentiamo obiezioni e domande. I cristiani sono anche chiamati a opporsi contro l’ideologia del gender che si sta diffondendo nel nostro Paese. Indicare alle persone l’insegnamento di Gesù non è polemica, ma un atto di amore, per aiutarle a trovare la vera felicità. I cattolici hanno molti modi per condividere la Buona notizia nella vita di famiglia e sui posti di lavoro».



 

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