21 giugno 2018

Il puntatore. Non mi convince proprio

di Aurelio Porfiri
Sia detto chiaramente: mi sento agli antipodi di Bill Clinton come mentalità, idee, visione del mondo. Ne riconosco la personalità carismatica, la capacità di oratore, il fiuto politico ma per me le sue idee sono tra quelle che conducono il mondo ad un declino inarrestabile e quindi non è certo tra i miei eroi.
Eppure, bisogna pure essere onesti anche verso coloro che la pensano diversamente. Quindi ho vissuto con fastidio, nei giorni scorsi, tutte quelle richieste insistite verso Bill Clinton, sull’argomento di Monica Lewinsky. Secondo queste richieste l’ex presidente dovrebbe ancora, dopo più di 20 anni, chiedere scusa all’ex stagista. Ma la cosa non mi convince proprio. Facciamoci alcune domande: l’ha violentata? L’ha costretta ad avere rapporti sessuali? L’ha minacciata per poterla concupire? Non mi risulta nessuna di queste cose.
Anzi, la stessa Lewinsky si conservava i vestiti con traccie biologiche della loro relazione per poterlo eventualmente ricattare. Inoltre, è disponibile online un video con una intervista ad un ex addetto alla sicurezza dei Clinton, il quale ricorda chiaramente come la Lewinsky, probabilmente infatuata, facesse di tutto per trovarsi da sola con il presidente. Quindi, le colpe di Clinton sono verso la moglie eventualmente, verso la morale che deriva dal suo credo religioso. Si pensa veramente che un potente viva la sessualità come un santo? Penso si debba essere realisti e accettare che il mondo in cui viviamo è un mondo imperfetto. Allo stesso modo non capisco il grande scandalo nel fatto che Donald Trump abbia fatto sesso (pienamente consenziente, come ammesso dall’interessata) con una pornostar.
Ripeto quanto detto prima: le colpe di Trump sono verso la moglie eventualmente, verso la morale che deriva dal suo credo religioso. Ma non ci si accorge che si usano questi fatti privati per orientare decisioni politiche? Io non mi sorprendo se un uomo ricchissimo voglia circondarsi di belle donne, posso obiettare questo da un punto di vista morale e religioso, ma proprio il realismo cristiano mi insegna a guardare a questi fatti con la necessaria tolleranza, che non significa pensare che essi siano buoni. Tutto questo mi fa riflettere sempre più sul ruolo nefando che certa cultura anglosassone gioca sul regresso della nostra civiltà e come da questo bisogna difendersi con grande fermezza.

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