26 giugno 2018

Libri. Il destino di Padre Brown

Un libro di Paolo Gulisano da riprendere tra le mani

di Samuele Pinna
Stanno trasmettendo in queste settimane la sesta stagione della serie televisiva di Padre Brown, dove il protagonista è interpretato dal bravo attore Mark Williams, conosciuto anche per il ruolo del signor Weasley nella popolare saga cinematografica di Harry Potter. Anche se gli episodi hanno poco a che vedere con le investigazioni del sacerdote dell’Essex, nato dalla penna di Gilbert K. Chesterton, in qualche modo appassionano e mettono in evidenza la prima preoccupazione di Padre Brown: salvare anime!

Quando ho avuto il piacere di incontrare non troppo tempo fa Paolo Gulisano, fondatore della Società Chestertoniana italiana, di cui è vicepresidente, avevamo accennato qualcosa a riguardo di questa serie trasmessa dalla BBC, finendo poi per parlare del suo libro Il destino di Padre Brown (Sugarco 2011). In questo racconto Gulisano continua la vicenda del prete inglese dall’esatto punto in cui Chesterton l’aveva interrotta, immaginandosi com’era progredita la sua vita. Solo l’idea dell’operazione mi appariva quantomeno audace, ma l’amicizia che mi lega a Paolo, oltre al fatto della sua ottima e coinvolgente prosa, in questo inizio di estate, mi ha convinto a leggerlo… e ne sono rimasto stupito e avvinto insieme!

La quarta di copertina reca: «Padre Brown è tornato. Il personaggio letterario creato cento anni fa da Chesterton trova nuova vita grazie a Paolo Gulisano, studioso del mondo britannico e tra i massimi esperti di letteratura fantasy. Ne esce un romanzo di fantastoria, unico nel panorama narrativo attuale, una storia intrigante che parte da questa ipotesi: se nel conclave del 1939 non fosse stato eletto papa Eugenio Pacelli, ma un altro cardinale? Un romanzo affascinante dove storia vera del Novecento e fantasia si intrecciano e introducono il lettore in una trama appassionante e commovente».

Era, infatti, il 1911 quando Chesterton inventò il suo personaggio più fortunato, Padre Brown – prete investigatore che ha affascinato generazioni di lettori insieme alla sua spalla, e ladro convertito, Flambeau –, che abbandonò intorno alla prima guerra mondiale, per dedicarsi ad altre opere. Padre Brown è ovviamente un personaggio di fantasia, ma se fosse realmente esistito e avesse partecipato al conclave dopo la morte di Pio XI? E qui l’idea “geniale” di Gulisano di realizzare un romanzo di fantastoria, veramente unico nel suo genere, partendo da questa fantastica e suggestiva ipotesi.

Il romanzo ripercorre la carriera, a partire dal 1917 quando Chesterton abbandona Padre Brown e Gulisano lo raccoglie, fino al conclave decisivo. Troviamo quindi Padre Brown sul fronte di guerra italiano, a Caporetto tra Cadorna e l’agente segreto Kipling; lo seguiamo nell’Irlanda rivoluzionaria di Michael Collins, nella Roma della marcia di Mussolini, nella Torino di Frassati e don Sturzo. Un Padre Brown che diventa prima monsignore poi cardinale, amico e collega di Eugenio Pacelli, al servizio di Pio XI. Nel racconto, oltre a diversi personaggi storici realmente esistiti di cui si tratteggiano alcune loro vicende, ritroviamo gli amici di Chesterton, come Belloc o padre o McNabb, e i suoi personaggi letterari come Basil Grant e Patrick Dalroy.

Insomma un’ottima lettura estiva (e non solo!) per tutti, dove la storia è riletta senza le lenti dell’ideologia e in cui si aggiunge quel pizzico di fantasia che rende la trama realmente magica.



 

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