11 giugno 2018

Santa Paola Frassinetti e i patrioti

di Franco Ressa
Quando si dice la vocazione familiare…
I cinque figli di Giovanni Battista Frassinetti e Angela Viale, famiglia borghese di modesti commercianti genovesi, presero tutti la tonaca. I maschi sono sacerdoti: Francesco, Raffaele  e Giovanni, ma spicca su tutti il primogento, Giuseppe Paolo, nato nel 1804, sacerdote nel 1827 e poco dopo parroco di Quinto nel levante di Genova.

Intanto, mamma Angela è morta nel 1818, i ragazzi passano sotto tutela di una zia, che però dura solo tre anni. Ai fratelli Frassinetti deve ora badare l’unica sorella Paola, che ha 12 anni essendo nata nel 1809. Le fatiche e le responsabilità incidono sulla salute di Paola, che trova però un valido aiuto in Giuseppe. La tiene presso di sé a Quinto e la introduce alle opere di carità della sua attiva parrocchia.
Quella chiesa diventa un centro di aggregazione e diffusione, il giovane prete può contare sull’esperienza di don Luigi Sturla, e la collaborazione di Gaetano Alimonda (1818-1891), che diventerà cardinale di Torino, oltre che di Salvatore Magnasco (1806-1892) futuro arcivescovo di Genova, e di Tommaso Reggio (1818-1901) rettore del seminario di Chiavari, arcivescovo di Genova, beato dal 2000. Fonda la congregazione del beato Leonardo e una accademia di studi ecclesiastici. Scrive il manuale del parroco basato sulle sue esperienze. Con la Pia associazione per la conservazione e l’incremento della fede precorre le intenzioni e le attività dell’azione Cattolica. Con Magnasco apre nel 1854 la prima società cattolica di mutuo soccorso in Genova, e organizza l’avviamento al sacerdozio dei giovani poveri. Anni dopo don Alberione il fondatore di Comunione e Liberazione ammetterà di aver preso le mosse da Giuseppe Frassinetti.

In un simile ambiente, anche Paola non tarda a sentire e seguire la sua vocazione, nel 1835 organizza la propria associazione religiosa, le suore di santa Dorotea, con il fine dell’educazione delle bambine e delle ragazze povere.  Nel 1838 oltre a lei ci sono già cinque maestre e sette coadiutrici.
Malgrado le difficoltà l’iniziativa mette le sue radici, e Paola nel 1841 è chiamata per aprire una casa di religiose a Roma. Qui incontra il Papa Gregorio XVI, che la incoraggia, e l’anno seguente il convitto per educande, la scuola popolare e il noviziato sono una realtà nella sede di santa Maria maggiore. La casa generalizia prende posto nel 1844 a sant’Onofrio sul Gianicolo.
Queste sono le iniziative religiose, ma nell’Italia del tempo si diffonde l’ideologia laica e liberale, questo è il Risorgimento, che propugna l’unità del paese e la costituzione come legge fondamentale dello stato. Scoppia la rivoluzione nel 1848 e anche Roma è coinvolta. L’anno seguente Papa Pio IX deve fuggire dalla capitale, ormai ingovernabile, lo stato Pontificio si trasforma in repubblica Romana.

Questo nuovo stato è diretto da un triumvirato: Mazzini, Armellini e Saffi, ma il nuovo capo della Francia, Luigi Napoleone poi imperatore come Napoleone III rivendica a sé il ristabilimento del Papa nella sua sede, e invia un esercito a conquistare Roma. Nel Giugno 1849 i francesi attaccano i patrioti, la lotta si fa accanita proprio sul Gianicolo, i repubblicani sono la metà dei francesi, ma sono comandati da Giuseppe Garibaldi, e resistono.
Giuseppe Mazzini è in pratica il presidente della repubblica Romana, specialmente per il suo ruolo di ideologo del Risorgimento italiano. In quei giorni di battaglia riceve la visita di una suora. I liberali diffidano dei preti e dei religiosi, ma la religiosa viene ricevuta, perché Mazzini la conosce.

Anni prima, i fratelli Frassinetti ragazzini correvano per i vicoli, i carrugi e il fronte del porto di Genova. Un loro compagno di giochi e scorribande era “Pippo”, figlio del dottor Giacomo Mazzini. Oggi “Pippo” è capo di stato, ma non ha dimenticato gli amici dei suoi anni verdi. Paola Frassinetti ha trasferito le sue educande e con le novizie vorrebbe organizzare un pronto soccorso, particolarmente necessario perché ora sant’Onofrio è quasi in prima linea. Mazzini accetta e le fornisce gli aiuti necessari, la mette in contatto con una famosa patriota e filantropa, la principessa milanese Cristina Trivulzio Belgioioso (1808-1871) e la collaborazione tra religiosi e laici funziona. Tra i feriti accuditi, e purtroppo deceduti, ci saranno anche Luciano Manara l’eroe delle “cinque giornate” di Milano e Goffredo Mameli l’autore dell’inno “Fratelli d’Italia”.
Dopo l’evacuazione dei patrioti e il ritorno del Papa, Paola riprende daccapo la sua missione di insegnamento in una città occupata militarmente dai francesi. Pio IX la vuole conoscere di persona e la apprezza, tanto che le farà aprire per suo interessamento una casa a Napoli, un convitto a Bologna e un orfanotrofio a Recanati. Lo stesso Papa firmerà nel 1863 l’approvazione ufficiale dell’ordine delle Dorotee. Iniziano anche i contatti con l’estero, le suore vanno in Brasile e in Portogallo. Paola stessa, già anziana e con i postumi di una paralisi, nel 1875 compie un fruttuoso viaggio in Portogallo. La sua vita finisce nel 1882 in sant’Onofrio, dove oggi è esposto il suo corpo. Dichiarata beata nel 1930, è stata canonizzata da Papa Giovanni Paolo II nel 1984, la sua ricorrenza è l’11 giugno. Dietro lei sta arrivando agli altari anche l’attivissimo fratello don Giuseppe, morto a Genova nel 1868, ora servo di Dio e con la beatificazione in corso. Di lui Don Bosco disse ai suoi accompagnatori, in occasione di una visita a Genova: “Ascoltatelo con attenzione, perché sa più lui che una intera biblioteca !”


 

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